| |||||||||||||||||||||||||||||||
|
C. 01/01/19902.2.2.2. Dispositivo di regolazione Gli apparecchi necessitano in genere di un dispositivo di regolazione della posizione della lampada, il quale ha lo scopo di: - collocare le lampade, secondo la loro potenza e dimensione, in posizione corretta; - adattare la distribuzione luminosa dell'apparecchio ai requisiti dell'impianto. 2.2.2.3. Chiusura del gruppo ottico La chiusura del gruppo ottico viene in genere determinata dai seguenti fattori: - motivi di natura estetica; -motivi di "comfort visivo" in quanto il rifrattore ed il diffusore attenuano la luminanza della lampada: questo assume particolare importanza per gli apparecchi di illuminazione montati a bassa altezza (es. lampioni da giardino) ; - motivi vari di ordine tecnico quali: a) protezione delle lampade, dei riflettori e dei portalampade dagli agenti atmosferici e dalla corrosione; b) integrazione del sistema ottico come nel caso dell'azione congiunta riflettori rifrattori. Le coppe, sia in vetro che in materiale plastico, devono essere amovibili per consentire la sostituzione della lampada e la pulizia del vano ottico; l'operazione deve essere facile, tenuto conto delle difficoltà dovute all'altezza di installazione, e, ad apparecchio aperto, la parte mobile deve rimanere solidale alla parte fissa dell'apparecchio. La connessione deve essere dimensionata a sopportare la spinta del vento alla velocità di 150 km/h ed essere conforme, onde evitare la caduta, all'art. 3.6.3 della Norma CEI 34-33. 2.2.2.4. Portalampade L'alloggiamento dell'attacco della lampada deve assicurare in permanenza la posizione corretta del centro ottico della sorgente luminosa nonché l'efficienza dei contatti elettrici per le diverse condizioni di utilizzazione nel tempo, particolarmente quando gli apparecchi sono soggetti a vibrazioni. 2.2.2.5. Corpo dell'apparecchio La forma, le dimensioni, la natura e disposizione dei componenti devono: - consentire una facile sostituzione e regolazione focale delle lampade; - assicurare la protezione delle lampade e degli accessori elettrici; - avere elevata resistenza alle sollecitazioni meccaniche e termiche; - possedere una ottima resistenza alla corrosione; - non deformarsi sotto l'azione delle vibrazioni degli agenti esterni. 2.2.2.6. Fissaggio al sostegno Il dispositivo di fissaggio deve far parte integrante dell'apparecchio e deve assicurare e mantenere inalterata nel tempo la posizione dell'apparecchio. Può anche essere di tipo orientabile. In genere gli apparecchi moderni consentono sia l'installazione a cima-palo che laterale su mensola. Per gli apparecchi destinati ad essere sospesi a funi di tesata si deve fare riferimento all'art. 3.6.2 della Norma CEI 34-33. Gli apparecchi destinati all'installazione su pali o su mensola devono avere i supporti di fissaggio conformi agli artt. 3.6.3 e 3.6.3.1 della Norma CEI 34-33. Il Comitato Europeo di Unificazione (C.E.N.) ha normalizzato i diametri degli attacchi ai seguenti valori: - cima palo í = 60; 76; 102 mm; - attacco laterale su mensola í = 42; 60 mm. 2.2.2.7. Contenitori degli ausiliari Quando gli ausiliari elettrici sono collocati all'interno dell'apparecchio di illuminazione, il che si verifica in quasi tutti i casi, è necessario che il contenitore abbia le seguenti caratteristiche: - facile accessibilità; - rapida sostituzione dei componenti; - adeguato smaltimento del calore originato dalle perdite degli ausiliari; - adeguata protezione degli stessi, a questo scopo si raccomanda di specificare nelle richieste che il contenitore degli apparecchi per illuminazione stradale di normale impiego abbia almeno il grado di protezione IP 23 (il quale si concilia anche con le esigenze di raffreddamento) . 2.2.2.8. Classificazione degli apparecchi di illuminazione 2.2.2.8.1. Sistema di installazione Per quanto riguarda il sistema di installazione, gli apparecchi per illuminazione stradale sono generalmente adatti ad uno o più tipi di impiego (CEI 34-33 art. 3.4) - su braccio a muro; - su braccio a palo; - su cima-palo; - su fune di tesata o su fune di sospensione; - a parete. Per quanto riguarda gli aspetti meccanici, elettrici e termici la norma CEI 34-21 sezione 2 elenca i seguenti metodi di classificazione: - classificazione secondo il tipo di protezione contro la scossa elettrica; -classificazione secondo il grado di protezione contro la penetrazione di corpi solidi di acqua; - classificazione secondo l'infiammabilità del materiale del piano di appoggio per il quale l'apparecchio è previsto. Protezione contro la scossa elettrica - Norma CEI 34-21 art. 2.2 Gli apparecchi sono classificati secondo il tipo di protezione contro la scossa elettrica in: Classe 0; Classe I; Classe II; Classe III; per le definizioni vedere la sezione I della Norma 34- 21 (riportata in appendice). Ai fini della presente pubblicazione si raccomanda l'impiego di apparecchi di Classe II. L'apparecchio di Classe II è un apparecchio nel quale la protezione contro la scossa elettrica (protezione contro il contatto indiretto) non si basa unicamente sull'isolamento fondamentale, ma anche sulle misure supplementari di sicurezza costituite dal doppio isolamento o dall'isolamento rinforzato. Queste misure non comportano dispositivi per la messa a terra e non dipendono dalle condizioni d'installazione (art. 1.2.23/CEI 34- 21). La norma CEI 34-21 specifica le condizioni per cui un apparecchio è classificato in Classe II. Il segno grafico .. che identifica gli apparecchi di Classe II, deve essere marcato sull'apparecchio (art. 3.2.4 n. CEI 34-21). La fornitura di apparecchi in Classe II deve essere richiesta sulle specifiche di fornitura o sui capitolati di appalto e certificata dal costruttore mediante l'apposizione del Marchio di Conformità (per l'Italia I.M.Q.) oppure mediante la "Dichiarazione di Conformità". 2.2.2.8.3. Classificazione secondo il grado di protezione contro la penetrazione di corpi solidi e di acqua Gli apparecchi di illuminazione sono classificati secondo i simboli IP (Internal Protection) di cui alla pubblicazione IEC n. 529 riprodotti nella appendice A alla Norma CEI 34-21. Come già anticipato in precedenza si raccomandano per gli apparecchi di illuminazione pubblica e similari i seguenti gradi di protezione minimi: -apparecchi aperti: IP 23 - apparecchi chiusi vano ottico: IP 54 vano ausiliari: IP 23 - proiettori su torri faro o parete: IP 65 - proiettori stagni (per monumenti e simili): IP 67 - proiettori sommersi : IP 68 Il grado di protezione IP (simbolo IP XX) escluso il grado IP 20, deve essere marcato sull'apparecchio (art. 3.2.6 CEI 34-21) . Il simbolo IP rappresenta la marchiatura principale e, in aggiunta, possono essere utilizzati anche i segni grafici. 2.2.2.8.4. Classificazione secondo l'infiammabilità del materiale del piano d'appoggio per il quale l'apparecchio è previsto. Questa classificazione è ininfluente ai fini dell'oggetto occorre però tenerne conto nel caso di fissaggio di proiettori (provvisori e non ) su pareti normalmente infiammabili (esempio su pareti di legno). 2.2.2.8.5. Classificazione fotometrica degli apparecchi per illuminazione stradale Gli aspetti relativi alla fotometria, come già detto sono di competenza della Commissione Internazionale di Illuminazione (C.I.E.) che classifica gli apparecchi di illuminazione stradale secondo la seguente tabella. Classe dell’apparecchio di illuminazione Massimo valore ammesso dalla intensità luminosa rispetto alla verticale Direzione della intensità luminosa massima rispetto alla verticale a 80° a 90° Cut-off Semi Cut-off Non Cut-off 30 cd/1.000 lm 100 cd/1.000 lm qualsiasi 10 cd/1.000 lm 50 cd/1.000 lm max 1.000 cd = 65° = 65° --- N.B. La classificazione di cui sopra è in corso di sostituzione da parte della C.I.E. con altra più complessa; tenendo conto dello scopo dell'oggetto, si preferisce mantenere la presente ormai adottata nell'uso corrente. Per le aree destinate al traffico veicolare si raccomanda l'impiego di apparecchi tipo Cut-off, è ammesso comunque l'uso di apparecchi Semi-cut-off, mentre l'impiego di apparecchi Non-cut-off deve essere limitato alle aree pedonali o con traffico veicolare marginale. 2.2.3. Marcatura degli apparecchi di illuminazione Sugli apparecchi di illuminazione devono essere indicati in modo chiaro e indelebile, in una posizione che sia visibile durante la manutenzione, i seguenti dati: - marchio di origine; - tensione nominale; - temperatura ambiente nominale massima se diversa da 25°C; - segno grafico per apparecchi di Classe II, se applicabile; -simbolo del grado IP, se applicabile, nel caso di assenza di tale simbolo si ipotizza che il grado di protezione sia IP 20; - numero del modello o riferimento del tipo; - potenza nominale in watt e numero delle lampade ed il loro tipo (importante) - indicazioni relative a lampade speciali, se applicabili; -segno grafico \F/, se applicabile, per apparecchi (proiettori) adatti ad essere montati direttamente su superfici normalmente infiammabili; -segno grafico, se applicabile, indicante la distanza minima degli oggetti illuminanti (nel caso di proiettori) . Inoltre i morsetti devono essere chiaramente marcati. 2.2.4. Documentazione da richiedere sugli apparecchi di illuminazione Oltre ai dati riportati mediante marcatura ed alle eventuali indicazioni supplementari deve essere altresì richiesta ai costruttori la seguente documentazione: - Documentazione supplementare per apparecchi destinati a contenere anche lampade al Sodio ad alta pressione. Nell'ipotesi che l'apparecchio di illuminazione sia destinato a contenere anche lampade al sodio ad alta pressione, si raccomanda di richiedere al costruttore idonea documentazione, atta a certificare che l'apparecchio stesso è conformato in modo da evitare che le radiazioni riflesse si concentrino sul bruciatore della lampada onde pregiudicarne la durata ed il funzionamento. La certificazione deve documentare che l'apparecchio è stato sottoposto a prova come da Norma CEI 34-24 e relativi fogli di normalizzazione. DOCUMENTAZIONE FOTOMETRICA La documentazione fotometrica fornita deve almeno essere la seguente: a) angolo di inclinazione rispetto al piano orizzontale a cui deve essere montato l'apparecchio; b) curva polare di intensità luminosa riferita a 1.000 lumen; c) diagramma di illuminamento orizzontale (curve isolux) riferite a 1.000 lumen; d) diagramma del fattore di utilizzazione; e) classificazione dell'apparecchio agli effetti dell'abbagliamento (CUT-OFF, semi cut-off, non cut-off) con l'indicazione delle intensità luminose emesse rispettivamente a 90° ed a 80° rispetto alla verticale e la direzione della intensità luminosa massima (lmax) sempre rispetto alla verticale. Nell'ipotesi di apparecchi ad ottica variabile devono essere forniti i dati fotometrici per ognuna delle configurazioni possibili. Altre documentazioni per effettuare calcoli molto più accurati che esulano dallo scopo della presente "Guida" sono: - diagrammi di isoluminanza; - diagramma del fattore di utilizzazione relativo alle luminanze. 2.2.5. Criteri di scelta degli apparecchi Riepilogando, la scelta degli apparecchi di illuminazione, sulla base degli elementi forniti in precedenza, dovrà pertanto essere effettuata secondo i seguenti criteri: -in base al tipo di strada ed alle raccomandazioni precedenti si sceglieranno i tipi di lampade e relativi apparecchi idonei a contenere tali lampade, tenendo altresì conto della classificazione fotometrica (par. 2.2.2.8.5); - in base ai requisiti estetici (par. 1.3.3) - in base al sistema di installazione (par. 2.2.2.8.1) - in funzione della protezione contro la "scossa" elettrica (par. 2.2.2.8.2); (si raccomanda l'impiego di apparecchi di Classe II) -tenendo conto del grado di protezione contro la penetrazione di corpi solidi e di acqua (par. 2.2.2.8.3) ; - per proiettori destinati ad essere fissati su pareti normalmente infiammabili occorre tenere anche conto della relativa idoneità. SOSTEGNI 3.1. Generalità I sostegni degli apparecchi di illuminazione esterna sono costituiti in genere da pali, con o senza mensola, paline, mensole a muro, staffe a muro, sospensioni. I requisiti che devono avere i sostegni sono: |
| |||||||||||||||||||||||||||||
Normativa Italiana | Privacy, Disclaimer, © | Contact |
2008-2011©
|